S.O.S. AMBIENTE-PIACENZA CAPACE DI FUTURO

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IL COMUNE HA RITENUTO INACCETTABILE IL NOSTRO QUESTITO.

Decisione contro la quale ci siamo opposti con una istanza di autotutela, sostenuta dall’autorevole parere di un noto costituzionalista, e successivamente dato che non abbiamo avuto nessuna risposta da parte del Comune, con un ricorso al Presidente della Repubblica.

ABBIAMO RIPRESENTATO IN COMUNE IL QUESITO PER L'AUTORIZZAZIONE AD INDIRE UN REFERENDUM SUL FUTURO DELL'INCENERITORE. LEGGI

"Premesso che Piacenza è una delle città più inquinate d'europa e che il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti ha previsto che al 2020 l'inceneritore di Piacenza cessi di bruciare i rifiuti solidi urbani, volete voi che lo stesso inceneritore, stante l'impatto sulla salute e sull'ambiente del comune di Piacenza, venga convertito in impianto industriale finalizzato all'incenerimento di rifiuti speciali provenienti da ogni parte di italia e dall'estero?"

Mercoledì 16/1/19 si è costituito il nuovo comitato S.O.S.Ambiente - Piacenza capace di futuro, nato con lo scopo di agire per la salvaguardia della qualità ambientale dell'area di Piacenza e provincia, promuovendo azioni di contrasto all'inquinamento dell'aria/acqua/suolo, al consumo di suolo e ad una scorretta gestione del ciclo dei rifiuti.

La prima azione di cui si sta occupando è la proposta di indire un referendum consultivo comunale relativamente al futuro dell'inceneritore di Piacenza dopo il 2020.

Il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti prevede che al 31/12/2020 l’inceneritore di Piacenza non possa più ricevere rifiuti solidi urbani da incenerire (salvo verifica del raggiungimento degli obiettivi di Piano) e quindi dal 2021 (o al massimo uno o due anni dopo, in base alle verifiche degli obiettivi) l’inceneritore di Piacenza dovrà cessare di incenerire i rifiuti solidi urbani e, se deciderà di continuare a funzionare, dovrà incenerire solo rifiuti speciali industriali, diventando a tutti gli effetti un impianto privato industriale: per questa trasformazione tuttavia avrà bisogno di una nuova autorizzazione, alla cui Conferenza dei Servizi dovrà partecipare anche il Comune di Piacenza; ecco quindi il motivo per cui chiediamo di indire un referendum comunale consultivo perché il Comune dica NO alla nuova autorizzazione.

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